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La F1 è uno sport individuale?

I piloti e le scuderie

Iniziamo a chiarire perché possiamo considerare la F1 una competizione individuale e di squadra, dove piloti e scuderie si sfidano in due campionati racchiusi all'interno di un unico campionato mondiale.  

Piloti e scuderie: uno sport individuale e di squadra

Come abbiamo visto nel post precedente, la F1 fa parte del Motorsport. Quello che però la rende unica è l'essere uno sport tanto individuale quanto di squadra.

La F1 è composta da diversi team o scuderie. In totale sono 10 e possono cambiare di anno in anno. Ogni team è a sua volta costituito da ingegneri, meccanici, strategists e piloti. 

Gli ingegneri e i meccanici si occupano di progettare, strutturare e sviluppare le vetture. Gli strategists, come dice la parola stessa, elaborano le varie strategie da mettere in pratica. Il pilota deve collaborare con il team con il fine di aggiudicarsi la vittoria in pista.

Queste sono le scuderie che hanno partecipato nel 2023. Proseguendo in modo circolare dall'alto a sinistra troviamo: Red Bull, Mercedes, Alfa Romeo, Alpha Tauri, Aston Martin, Williams, Haas, Alpine, McLaren e Ferrari. 

Ogni team possiede 2 piloti. Se le scuderie sono 10, i piloti che si contendono il GP sono 20. Ma cos'è il GP?

Piloti e scuderie si sfidano in due campionati del GP

I dieci team e le rispettive coppie di piloti prendono parte al Grand Prix (GP) o Gran Premio di Formula Uno. È un campionato mondiale perché le singole gare, o races, vengono svolte in circuiti che si trovano in giro per il mondo. 

Il mondiale si divide a sua volta in: campionato piloti e campionato costruttori. 

Per quanto riguarda il campionato piloti, al termine di ogni gara si procede con l'assegnazione dei punteggi. Ogni pilota riceve da 0 a 25 punti in base alla posizione ottenuta. Il pilota che a fine stagione (season) ottiene il punteggio più alto, si aggiudica il titolo di campione mondiale. 

Il secondo campionato è quello dei costruttori, ossia quello dei team. È dipendente da quello dei piloti, ma per capirne il motivo dobbiamo soffermarci sull'assegnazione dei punti in entrambi i campionati.

I campionati: l'assegnazione dei punti a piloti e scuderie

Nel campionato piloti, l'assegnazione dei punti dipende dall'ordine di arrivo. Il vincitore ottiene 25 punti, il pilota che arriva secondo ne guadagna 18, il terzo 15, il quarto 12, il quinto 10, il sesto 8, il settimo 6, l'ottavo 4, il nono 2 e il decimo 1. Dall'undicesima alla ventesima posizione il punteggio assegnato è pari a 0. Possiamo quindi dedurre che i rivali non sono solo i piloti delle altre scuderie, ma anche gli stessi compagni di team.

Il sistema di assegnazione dei punti nel campionato costruttori corrisponde alla somma dei punteggi ottenuti da entrambi i piloti della scuderia. 

Facciamo un esempio per capire meglio. Se nella gara di Monza Verstappen arriva primo (25 punti) e il suo compagno di team, Perez, arriva terzo (15 punti), la Red Bull ha ottenuto 40 punti. Quest'ultimo è il punteggio di una singola gara che andrà a sommarsi ai punti ottenuti nelle altre gare del Gran Premio. 

Sembra facile vero? Si, ho usato proprio "sembra" perché quello che vi ho spiegato finora è corretto, ma è necessario fare altre considerazioni. Infatti, l'assegnazione dei punti si svolge tendenzialmente come abbiamo appena visto, ma può subire delle variazioni a causa di penalità o di altre circostanze che vedremo più avanti. 

Siete curiosi di entrare ancora di più nel mondo della Formula Uno? Continuate a seguirmi!


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