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Esploriamo i circuiti di F1

Le zone dei circuiti di F1

Dopo aver visto cos'è la F1, chi sono i suoi partecipanti e come si sviluppa un weekend di gara, è arrivato il momento di analizzare le zone dei circuiti di F1. Iniziamo!

La pista

Prima di entrare nei tecnicismi, cos’è una pista?

La pista è la superficie su cui si svolge la gara. Può essere costruita su terreno pianeggiante o avere variazioni di altitudine. La lunghezza dei circuiti di F1 va da un minimo di 3,337 km a un massimo di 7,004 km.

Le piste sono divise in settori, segmenti utili per il monitoraggio delle prestazioni dei piloti. Un circuito di F1 possiede tre settori (S1, S2 e S3), che vengono identificati con colori diversi.

Tracciato del circuito di F1 di Las Vegas

Le caratteristiche 

Tutti i circuiti di F1 hanno delle caratteristiche che li rendono unici.

La configurazione del tracciato è il primo e immediato aspetto che differenzia un circuito da un altro. Alcune piste sono note per le loro curve, altre per i rettilinei, altre ancora per le chicane. Queste componenti prendono un nome ben specifico a seconda del circuito. A Monza ci sono la Variante Ascari e la curva Parabolica, mentre a Spa ricordiamo la curva Eau Rouge. 

Qualsiasi sia la peculiarità, la fisionomia del tracciato e i suoi elementi influiscono sulla velocità media delle auto e di conseguenza sul numero di giri da svolgere.


Tracciato del circuito di F1 di Monza

Curve, rettilinei e variazioni di altitudine

Dato che li abbiamo citati, partiamo dall’analisi di curve, rettilinei e variazioni di altitudine.

Le curve possono variare in ampiezza e angolo di inclinazione e sono progettate per testare le abilità dei piloti. I rettilinei sono invece le parti del tracciato completamente dritte. La lunghezza e disposizione di questo tratto possono influire sulla velocità e sulle possibilità di sorpasso.

A seconda della prevalenza di una delle due parti distinguiamo i circuiti da alto o da basso carico.

Le variazioni di altitudine sono un altro aspetto da non trascurare. Alcune piste possiedono salite e discese così significative da mettere in difficoltà i piloti. Quest’ultimi devono quindi saper gestire al meglio le prestazioni della propria macchina e valutare la strategia migliore insieme al team.

I tipi di curve dei circuiti di F1

Le curve non sono tutte uguali. Avete mai sentito parlare di variante e di chicane? E di serraglio e curva velocità?

La variante è una sezione di pista caratterizzata da una serie di curve strette e veloci. Al contrario, le chicanes sono una sequenza di curve strette e lente, progettate per rallentare le auto e aggiungere un elemento tecnico alla pista.

Il serraglio è composto da una successione di curve a bassa velocità. Se non si vuole sprecare tempo prezioso, devono essere affrontate con un attento controllo dell’acceleratore e del freno. La curva velocità, come dice il termine stesso, ha come fattore chiave la velocità pura e ha un’ampiezza capace di mettere a dura prova i piloti.

Come dimenticarsi della famosa parabolica di Monza! La curva parabolica è lunga, arcuata ed è così chiamata per via dell’ampio raggio che ricorda la forma di una parabola.

Un altro termine che dovete tener ben presente è il punto di corda, ossia il punto più interno di una curva. Qui i piloti cercano di tagliare il percorso per ridurre i tempi di percorrenza e aumentare la velocità in uscita.

Le zone di accelerazione e di frenata

Come abbiamo visto, i conducenti delle monoposto sono costretti ad aumentare o diminuire la velocità a seconda delle situazioni che devono affrontare.

Il punto di frenata è il momento in cui i piloti sono costretti a decelerare prima di affrontare una curva. Se si vogliono ottimizzare i tempi, è molto importante moderare la velocità nel punto giusto.

La zona di accelerazione è invece la parte del tracciato in cui i piloti possono premere sull'acceleratore decidendo di portare la loro monoposto oltre i limiti. Questa parte corrisponde tendenzialmente ai rettilinei ed è ottima per il sorpasso degli avversari.

DRS zone: activation e detection point

A proposito di velocità, la DRS zone è una sezione della pista dedicata all’utilizzo del DRS.

Cos’è il DRS?

Il DRS (Drug Reduction System) è un’ala mobile sul retro dell’auto che serve per ridurre la resistenza dell’aria aumentando la velocità di punta e facilitando il sorpasso.

Dobbiamo fare una distinzione tra DRS detection e DRS activation point. Se nel DRS detection il pilota si trova a meno di un secondo dall’avversario che lo precede, allora nel DRS activation potrà fare uso dell’ala e tentare il sorpasso. La DRS zone è solitamente situata lungo un rettilineo e viene delimitata da indicatori visuali o da segnali radio trasmessi ai piloti.

Infine, non dimenticatevi della speed trap, il punto in cui viene rilevata la velocità massima.

I circuiti di Formula 1 rappresentano dunque un connubio di ingegneria, strategia e adrenalina capace di catturare l’attenzione di milioni di fan in tutto il mondo.

Se vi dicessi che c'è una parte due? Seguitemi per scendere veramente in pista! 




 

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